Posts Tagged ‘proposte’

Pisapia e gli avvoltoi

Wednesday, July 7th, 2010

Giuliano PisapiaGiuliano Pisapia sarebbe un buon candidato per le prossime comunali di Milano. È serio, colto, penalista, impegnato. Ovvero – a differenza della gran parte dei cialtroni che infestano la politica locale – ha una ricca vita professionale, radicata nel mondo reale.

Sul Corriere di oggi si parla della sua prima uscita pubblica come concorrente alle primarie (ammesso che i vari mirabellimartina, quelli che un candidato autorevole non si deve “sottomettere alle primarie”, vedi Obama del resto, non riescano boicottarle), che dovrebbe avvenire lunedì prossimo al Litta. Ci saranno tanti bei nomi, la famiglia Biagi, la Archinto e altri meno noti, accomunati dall’idea che in questa candidatura ci si può riconoscere.

Però potrebbe esserci – a sentire Corsera – anche il Rappresentante Supremo della Casta Putrescente che da decenni consegna Milano alla destra fascioaffarista, quel Filippo Penati le cui manfrine provinciali a base di sperperi e amici fatti ricchi hanno devastato la fiducia nella politica di tanti milanesi. Sentono odore di consenso, ci si tuffano come avvoltoi.

Da delusi che chiedono solo di ricominciare a crederci, suggeriamo a Pisapia di tenere ben alla larga Penati e i penatismi, Mirabelli e i mirabellismi, Martina e i martinismi, majorini e cerami assortiti, insomma tutta la marmaglia di politici nullafacenti, causa prima dell’alluvione della destra a Milano e in Lombardia, con conseguente disgusto dei cittadini. Non abbiamo bisogno di loro.

Una nuova politica sana, decente e pulita – a Milano come ovunque – può rinascere solo da una rete di consenso popolare, non dall’inciucio con Il sottobosco di parassiti politici attenti solo al proprio tornaconto e a quello dei loro portaborse.

Forza Pisapia, tienili alla larga, già ti stanno volando intorno, ricorda che senza di loro si può ricominciare a crederci.

Non sanno stupire neanche se stessi

Monday, April 12th, 2010

“Ieri sera chiedevo a Bersani e a tutta la direzione di uscire dagli uffici vicino a piazza di Spagna e di andare a farsi un giro per l’Italia. Senza telecamere. Senza giornalisti e, soprattutto, senza truppe cammellate che fanno credere al consenso e non fanno domande scomode. Entrare nei bar, andare da un barbiere. Mangiare una pizza, stare seduti su una panchina, passeggiare per il centro. Vai, Bersani. Stupisci tutti”. Cristiana Alicata prende spunto dall’intervento di Romano Prodi per chiedere ai capibastone del Piddì di andare per le strade e incontrare il Paese reale.

Cancellare gli organi nazionali

Sunday, April 11th, 2010

Romano Prodi: “Mi sembra oggi utile per il Partito democratico dare spazio a questo dibattito che si è finalmente riaperto. Il risultato delle elezioni è stato infatti inferiore alle attese e la comune interpretazione di questo risultato è che la struttura del partito stesso sia diventata fortemente autoreferenziale, con rapporti troppo deboli con il territorio e con i problemi quotidiani degli italiani, messi in secondo piano dai ristretti obiettivi dei dirigenti e delle correnti. Per questo motivo sento che sia opportuno ritornare su quella vecchia idea. Gli iscritti al Partito democratico di ogni regione italiana dovrebbero cioè eleggere, naturalmente tramite le primarie, il proprio segretario regionale. L’esecutivo nazionale dovrebbe essere semplicemente formato dai venti segretari regionali, avendo il coraggio di cancellare gli organi nazionali che si sono dimostrati inefficaci.”

Chi è davvero Penati e altre storie

Sunday, February 28th, 2010

Mi rivolgo al popolo della sinistra

Tuesday, February 2nd, 2010

“Da indipendente mi rivolgo non solo alla mia lista ma al popolo della sinistra che fa riferimento a Sinistra e libertà che non capisco come qui accetti la candidatura di Penati imposta da Roma e poi in Puglia sia nostra alleata per sostenere Vendola. Mi rivolgo all’Italia dei Valori: mi chiedo come faccia a votare Penati che vuole rivalutare Craxi. Insomma, dobbiamo utilizzare le Regionali per costruire un polo non contrapposto al Pd ma autonomo culturalmente. Mi rivolgo anche a quei tantissimi cittadini di sinistra schifati dalla politica e che non vanno più a votare”. Dall’intervista di Vittorio Agnoletto ad Affaritaliani.

Per una Lombardia Etica e Solidale-Richiesta di Primarie aperte per le Regionali in Lombardia

Friday, January 15th, 2010

Carissimi/e chi condivide questo appello è invitato a comunicare il proprio nome/cognome + città/provincia a:
michelepapagna@consumietici.it
e a farlo girare il più possibile tra amici, parenti e conoscenti di Milano, provincia e Lombardia tutta!
Grazie
Antonella Fachin

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Per una Lombardia Etica e Solidale
Richiesta di Primarie aperte per le Regionali in Lombardia

- agli esponenti dei partiti, delle forze politiche e della società civile lombarde che hanno dichiarato di sostenere Filippo Penati
- agli esponenti dei partiti, delle forze politiche e della società civile lombarde che non hanno dichiarato sostegno a Filippo Penati, ma che si riconoscono nell’alveo del centrosinistra e della sinistra.
- e per conoscenza, agli esponenti nazionali del PD, dell’IdV, di SEL, dei Verdi, dei Radicali, di PRC/PdCI, alle liste Grillo, alle liste regionali etico-solidali.

Crediamo che sia giusto, anzi doveroso, fare il possibile affinchè alle prossime regionali lombarde ci sia la vittoria delle forze che si riconoscono nel centrosinistra.
Il momento è a dir poco drammatico e non è con sterili divisioni che si affronta.

Tra chi scrive vi sono sia persone che hanno sostenuto la candidatura di Filippo Penati fin dal primo turno alla Provincia di Milano, sia persone che hanno votato al secondo turno, dove per un soffio (3.000 voti) la vittoria è andata al centro-destra.
Forse un segno di attenzione più concreto ed esplicito da parte della coalizione Penati verso le liste della coalizione che ha candidato Massimo Gatti, avrebbe potuto far confermare la Provincia di Milano al centrosinistra.
Così come è stato – in positivo – a Cinisello Balsamo (dove l’apparentamento al secondo turno di tutte le forze di centrosinistra ha consentito la vittoria a Daniela Gasparini), e così è stato – in negativo – a Cologno Monzese (dove il mancato apparentamento ha generato invece la sconfitta per un soffio ancora più lieve: 400 voti).
Del senno del poi son piene le fosse: giusto e quindi guardiamo avanti, cioè a… marzo 2010.

A Cologno Monzese la Giunta di centrodestra è caduta dopo pochi mesi, e a marzo del 2010 il Centrosinistra si presenterà pressoché del tutto unito previo il passaggio delle Primarie di Coalizione che si terranno a fine Gennaio.

E’ una piccola-grande novità: a Cologno le Primarie, chieste invano per ben due volte (2004 e 2009) da diverse liste (sociali e solidali, più che civiche: Cologno Solidale e Democratica e Società Democratica), ora sono state positivamente accolte dal PD, da IdV, da Sinistra Ecologia Libertà, dai Radicali, dalle liste sociali e solidali, e – ci risulta – anche dalla sinistra radicale (PRC/PdCI).

Ma alle Regionali in Lombardia non ci sarà alcun doppio turno: non sarà, quindi, possibile, neanche appellarsi a coloro che pur non condividendo una visione “modernista” e “sviluppista” del centrosinistra, hanno talmente a cuore i valori di tolleranza, condivisione, partecipazione, solidarietà… da votare comunque, seppure a malincuore, un progetto politico di “chiusura a sinistra”.

Quello che sta avvenendo in Puglia e in Lazio è emblematico: non si può buttare a mare una esperienza come quella della “primavera pugliese” in nome dell’alleanza ad ogni costo con Casini.
Non solo Vendola: la stessa esperienza delle Primarie interne per l’elezione del PD ne verrebbe sminuita a “meccanismo interno chiuso”: notissimi e tantissimi esponenti del PD – di ogni “mozione” alle Primarie congressuali interne – oggi chiedono le Primarie di Coalizione: se lo fa il Presidente nazionale del PD una qualche ragione ci sarà.
Dire che “non c’è più tempo” è ridicolo; dire che si fanno là dove non c’è ancora il candidato di Centrodestra è – nel caso della Lombardia – ammettere che non c’è nulla da fare.
Pensare e osare di sfidare Formigoni per una Lombardia Etica e Solidale è utile e necessario, è un dovere.
Con gli scandali che investono la Regione Lombardia e direttamente la Giunta Formigoni, serve una forte alleanza solidale e pulita.
Di nomi che possono competere a Filippo Penati in Primarie aperte ce ne sono diversi.
Nomi e non solo: nomi “portatori” di programmi e di valori.
Che esprimano nettamente la necessità di legalità, di giustizia, di una Lombardia dalle Mani Pulite Che esprimano nettamente la necessità di occuparsi del lavoro, dei diversi, degli ultimi, degli Altri.
Nomi di uomini e donne, bianchi e neri, che esprimano chiaramente la necessità di una Lombardia etica e solidale
Se poi Filippo Penati, forte della sua indubbia capacità amministrativa, vince le Primarie, bene: si porterà dietro anche la forza di quel vasto mondo che oggi non lo sosterrebbe, trascinandosi la responsabilità di rappresentarlo.

Così, e solo così, potremmo dire alle tante persone che apprezzano questa ipotesi, queste idee, questi valori di… votare il 29 marzo per il vincitore delle Primarie

Le primarie si possono fare, se le si vogliono.

14 Gennaio 2010

Prime adesioni:

Michele Papagna, Brugherio (Mb)
Luisa Motta, Milano
Giorgio Floridi, Sesto San Giovanni (Mi)
Laura Davì, Milano
Giorgio Peri, Milano
Lucia Zucchella, Pinarolo Po (Pv)
Massimo De Giuli, Milano
Franca Mesiano, Milano
Concetta Tortorella, Milano
Amalicea Colombi, Milano
Giovanni Acquati, Inzago (Mi)
Emilia Costa, Milano
Renato Magni, Brugherio (Mb)
Francesca Flores d’Arcais, Milano
Giovanni Urro, Sesto San Giovanni (Mi)
Cristina Di Molfetta, Milano
Laura Valli, Brugherio, (Mb)
Giuseppe Papagna, Vignate (Mi)
Antonella Fachin, Milano
Ernesto Longo, Brugherio (Mb)
Erica Spinelli, Cernusco sul Naviglio (Mi)
Corrado Boccoli, Vimercate (Mb)

Fabio Corgiolu, Monza

per ulteriori adesioni: michelepapagna@consumietici.it

Scalfarotto: partecipazione e democrazia nelle candidature

Sunday, December 20th, 2009

Il Vice Presidente del PD, Ivan Scalfarotto, è intervenuto oggi a Roma a margine dell’Assemblea de iMille (www.imille.org), sul tema delle alleanze e delle strategie del Partito in vista delle prossime elezioni regionali: “E’ importantissimo che la scelta delle candidature e delle alleanze del PD alle prossime regionali sia frutto di un processo largamente partecipato e veramente democratico”, ha detto Scalfarotto.

“Dobbiamo evitare di ricadere nell’errore, fatto troppo spesso in passato, di prendere decisioni che i nostri elettori non capirebbero”, ha proseguito Scalfarotto. “Allearsi per motivi puramente tattici con partiti con i quali esistono profondissime differenze programmatiche e di metodo, come l’UDC; accantonare esperienze di buon governo come quella di Nichi Vendola in Puglia senza un coinvolgimento diretto degli elettori; chiudere la porta al contributo di forze come il Partito Radicale nel Lazio e altrove sarebbero decisioni di brevissimo respiro – ha concluso Scalfarotto – che, oltre a non farci vincere le elezioni, finirebbero anche con il diluire il profilo riformatore del Partito Democratico indebolendone il consenso anche a lungo termine.”

Il Metodo per trovare il candidato giusto

Friday, December 18th, 2009

Leggendo il bell’intervento di Finiguerra si ha la sensazione di un refolo di aria fresca, che si possa ragionare e cercare una soluzione.

Verrebbe voglia, dopo averlo letto di cercare una soluzione, di cercare un nome e una faccia su cui fare convergere una speranza di cambiamento. Quella speranza che il PD con la scelta di Penati, sbagliata nella forma e nella sostanza, sembra volerci negare.

Ma anche mettersi a inventare candidature, sia pure adatte, appropriate, brillanti non è la strada giusta.

Non è detto che ci vengano in mente tutti quelli giusti: noi conosciamo quelli che ci sono vicini o omogenei per qualche motivo, magari in altri ambienti  ce ne sono di altrettanto capaci che noi non sappiamo , e poi che titolo abbiamo noi gruppi di amici che ci incontriamo per un aperitivo o un pranzo, per arrogarci questa funzione?

Forse bisognerebbe allargare la visuale e definire una sorta di job description, di identikit di quello che potrebbe essere in candidato giusto: identificare storia, attitudini, cultura, competenze di quello che vorremmo un giorno (è un progetto, non una scommessa!) come governatore democratico della nostra regione.

Sarebbe un passo avanti, ma non è ancora la soluzione giusta.

Potrebbe riprodursi in modo simbolico e non ‘contestualizzato’ su un nome lo stesso meccanismo che avremmo sui nomi. Anche le caratteristiche, le attitudini potrebbero avere un’importanza e un peso e un colore differente in differenti ambienti. E ancora una volta, chi avrebbe titolo per stabilirle e imporle come regola condivisa?

Abbiamo allora un problema di metodo?

Sì, abbiamo un problema di metodo. Il PD ha adottato il sistema delle primarie, perché non utilizzarlo?

Le primarie stimolano dibattito, attenzione e magari danno a qualcuno lo spunto per mettersi democraticamente in gioco. Magari farebbero l’effetto di aprire le finestre e asciugare un po’ della muffa che ha invaso la politica e il paese.

Le primarie, non solo il rituale dei due euro e della scheda, ma soprattutto il periodo di dibattito che le precede, possono dare a chi ha energie e idee, l’occasione per farsi valutare, giudicare, mettere alla prova.

E, piccola cattiveria, ci darebbe anche modo di capire se i brillanti giovanotti che stanno crescendo nel PD lombardo fanno sul serio oppure no.

Non è il candidato giusto

Wednesday, December 16th, 2009

finguerra fotoCari dirigenti del Partito Democratico, le prossime elezioni regionali lombarde potrebbero essere l’occasione per cercare di sconfiggere il Berlusconismo e il Formigonismo che da oltre 15 anni inchiodano l’Italia e la Lombardia.

Ma la vostra scelta di candidare l’ex presidente della Provincia di Milano Filippo Penati, già sconfitto pochi mesi fa da un anonimo sfidante del centrodestra, è davvero il peggior modo di cominciare questa importante battaglia.

Una candidatura calata dall’alto, dal palazzo, dalle grigie stanze di una segreteria romana, senza nessun confronto con la tanto osannata base, con i territori, con il popolo che dovrebbe e vorrebbe essere riconquistato e appassionato ad una vera sfida per il cambiamento.
Una candidatura che non tiene conto di ciò che sta succedendo in questi mesi in questa parte del campo: dell’aria di riscatto e di indignazione rispetto al modello culturale che ha egemonizzato e avviluppato il paese.

Se il PD e il centrosinistra vogliono davvero disegnare uno scenario diverso per l’Italia, devono iniziare dalla Lombardia. E devono farlo ipotizzando un modello nuovo e alternativo rispetto a quello che Roberto Formigoni e le sue articolazioni, la Compagnia delle Opere e Comunione e Liberazione, hanno consolidato in quasi un ventennio di dominio incontrastato.

Ma vuole veramente il PD disegnare uno scenario diverso?

Perché se così fosse, si metterebbe in campo una proposta in grado di raccogliere il più ampio consenso. Una proposta capace di rimotivare centinaia di migliaia se non milioni di elettori che vorrebbero andare alle urne con un obiettivo certo ambizioso ma a portata di mano.
E se così fosse, Filippo Penati non è il candidato giusto. Per moltissimi motivi. Più o meno importanti. E forse non solo per colpa sua. Forse. Ma non è il candidato giusto.

Cari dirigenti del PD,
se davvero si volesse mandare finalmente a casa il “Celeste”, si cercherebbe un largo consenso programmatico basato su nette distinzioni rispetto al tanto decantato modello lombardo di Formigoni: sanità, trasporti pubblici, inquinamento, scuola e formazione, nucleare, privatizzazione dell’acqua, speculazione edilizia e cementificazione del territorio. Questi i temi. Semplici ma discriminanti. Temi che Filippo Penati, però, molto difficilmente potrebbe declinare con desinenze diverse rispetto al centrodestra.

Se davvero si volesse mandare a casa il governatore che più di tutti contribuisce alla costruzione e al mantemimento del consenso politico e culturale dell’attuale maggioranza di governo, si dovrebbe puntare a ricostruire su basi nuove una grande alleanza, che unisca tutte le forze e tutte le energie che vorrebbero mettersi al servizio del paese. Quelle energie che vogliono Cambiare il Paese e che non vogliono cambiare paese.

Cari dirigenti del PD,
se davvero si volesse contribuire alla rinascita morale di questa nostra Italia, si dovrebbe con umiltà prendere atto dei propri limiti, e lasciare spazio a idee e facce nuove. Avere il coraggio di spalancare le finestre, lasciare che una ventata d’aria fresca entri, asciugando almeno un po’ di quella muffa che ha ingiallito i muri della politica, rendendo i suoi ambienti invivibili ed inagibili.

Ma si vuole veramente mandare a casa Formigoni?
A giudicare da quello che avete deciso, finora, sembrerebbe proprio di no.
Ma vorrei, anzi gradirei davvero essere smentito.
Per vincere in Italia bisogna vincere in Lombardia e bisogna vincere a Milano.
E per cercare di farlo bisogna avere il coraggio di rompere gli schemi, cambiare linguaggi e sorprendere. Perché se non si fa questo, ci si condanna ad essere comparse. Anonime comparse in un vecchio e noioso film in programmazione tutti i giorni da troppi anni al Pirellone.

In gioco non ci sono 10, 20 o 30 poltrone da consigliere regionale per altrettanti professionisti o sedicenti tali della politica. In gioco c’è il futuro del paese. Non dimenticatelo. E soprattutto non dimenticate che avete una grande responsabilità. Non solo nei confronti dei vostri iscritti e simpatizzanti, ma di tutti gli italiani per bene.

Domenico Finiguerra, Sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI)

L’alternativa

Monday, December 14th, 2009

Siamo consapevoli della difficoltà, quasi insuperabile, di ribaltare un risultato già certo, ma riteniamo che anche l’eventuale sconfitta debba essere produttiva, ovvero debba essere caricata di contenuti perché possa costituire un punto di partenza realistico per la ricostruzione dell’alternativa alla destra.
In quest’ottica, la candidatura di Filippo Penati appare doppiamente priva di senso. Per la persona (un uomo di apparato, discutibile e discusso, reduce da una sconfitta evitabile, in rissa con l’ala sinistra della possibile coalizione) e per il modo (una candidatura calata da Roma, senza che alcuno degli elettori sia stato interpellato).
Il distacco e la sconfitta annunciata ci consentono di non votare Filippo Penati senza fare gran danno. Però siamo a chiedere al Partito Democratico e alle altre forze in campo di darci la possibilità di esercitare il nostro diritto/dovere proponendo una figura alternativa, fresca, credibile, che ci consenta di credere che si sta lavorando, tutti assieme, perché la sconfitta annunciata sia veramente l’ultima di una serie troppo lunga.