Non è il candidato giusto

December 16th, 2009 - di Domenico Finiguerra

finguerra fotoCari dirigenti del Partito Democratico, le prossime elezioni regionali lombarde potrebbero essere l’occasione per cercare di sconfiggere il Berlusconismo e il Formigonismo che da oltre 15 anni inchiodano l’Italia e la Lombardia.

Ma la vostra scelta di candidare l’ex presidente della Provincia di Milano Filippo Penati, già sconfitto pochi mesi fa da un anonimo sfidante del centrodestra, è davvero il peggior modo di cominciare questa importante battaglia.

Una candidatura calata dall’alto, dal palazzo, dalle grigie stanze di una segreteria romana, senza nessun confronto con la tanto osannata base, con i territori, con il popolo che dovrebbe e vorrebbe essere riconquistato e appassionato ad una vera sfida per il cambiamento.
Una candidatura che non tiene conto di ciò che sta succedendo in questi mesi in questa parte del campo: dell’aria di riscatto e di indignazione rispetto al modello culturale che ha egemonizzato e avviluppato il paese.

Se il PD e il centrosinistra vogliono davvero disegnare uno scenario diverso per l’Italia, devono iniziare dalla Lombardia. E devono farlo ipotizzando un modello nuovo e alternativo rispetto a quello che Roberto Formigoni e le sue articolazioni, la Compagnia delle Opere e Comunione e Liberazione, hanno consolidato in quasi un ventennio di dominio incontrastato.

Ma vuole veramente il PD disegnare uno scenario diverso?

Perché se così fosse, si metterebbe in campo una proposta in grado di raccogliere il più ampio consenso. Una proposta capace di rimotivare centinaia di migliaia se non milioni di elettori che vorrebbero andare alle urne con un obiettivo certo ambizioso ma a portata di mano.
E se così fosse, Filippo Penati non è il candidato giusto. Per moltissimi motivi. Più o meno importanti. E forse non solo per colpa sua. Forse. Ma non è il candidato giusto.

Cari dirigenti del PD,
se davvero si volesse mandare finalmente a casa il “Celeste”, si cercherebbe un largo consenso programmatico basato su nette distinzioni rispetto al tanto decantato modello lombardo di Formigoni: sanità, trasporti pubblici, inquinamento, scuola e formazione, nucleare, privatizzazione dell’acqua, speculazione edilizia e cementificazione del territorio. Questi i temi. Semplici ma discriminanti. Temi che Filippo Penati, però, molto difficilmente potrebbe declinare con desinenze diverse rispetto al centrodestra.

Se davvero si volesse mandare a casa il governatore che più di tutti contribuisce alla costruzione e al mantemimento del consenso politico e culturale dell’attuale maggioranza di governo, si dovrebbe puntare a ricostruire su basi nuove una grande alleanza, che unisca tutte le forze e tutte le energie che vorrebbero mettersi al servizio del paese. Quelle energie che vogliono Cambiare il Paese e che non vogliono cambiare paese.

Cari dirigenti del PD,
se davvero si volesse contribuire alla rinascita morale di questa nostra Italia, si dovrebbe con umiltà prendere atto dei propri limiti, e lasciare spazio a idee e facce nuove. Avere il coraggio di spalancare le finestre, lasciare che una ventata d’aria fresca entri, asciugando almeno un po’ di quella muffa che ha ingiallito i muri della politica, rendendo i suoi ambienti invivibili ed inagibili.

Ma si vuole veramente mandare a casa Formigoni?
A giudicare da quello che avete deciso, finora, sembrerebbe proprio di no.
Ma vorrei, anzi gradirei davvero essere smentito.
Per vincere in Italia bisogna vincere in Lombardia e bisogna vincere a Milano.
E per cercare di farlo bisogna avere il coraggio di rompere gli schemi, cambiare linguaggi e sorprendere. Perché se non si fa questo, ci si condanna ad essere comparse. Anonime comparse in un vecchio e noioso film in programmazione tutti i giorni da troppi anni al Pirellone.

In gioco non ci sono 10, 20 o 30 poltrone da consigliere regionale per altrettanti professionisti o sedicenti tali della politica. In gioco c’è il futuro del paese. Non dimenticatelo. E soprattutto non dimenticate che avete una grande responsabilità. Non solo nei confronti dei vostri iscritti e simpatizzanti, ma di tutti gli italiani per bene.

Domenico Finiguerra, Sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI)

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7 Responses to “Non è il candidato giusto”

  1. giulia says:

    sottoscrivo in pieno, nonostante non sono lombarda, sono giorni che alla notizia della candidatura di penati ho fatto le sue stesse considerazioni. a quanto pare questo è il paese in cui i perdenti sono i veri vincitori.. senza distinzioni fra pdl e pd (tanto per cambiare).. penati è solo l’ultimo.. vogliamo ricordare i vari fitto, storace, rutelli.. ma del resto penati è uno dei “grandi elettori” di bersani, quindi che aspettarsi dal pd. spero che chi come lei è nel territorio voglia e riesca a creare un movimento che proponga nomi alternativi che possano mettere in discussione la candidatura di penati. in bocca al lupo!

    ps potrebbe mettere il plugin per la condivisione dei suoi articoli?

  2. alberto says:

    se si contesta il metodo (candidato calato dall’alto) si può discutere; se si contesta il fatto che non si sono messe in campo le primarie, tutto ok, ma se si vuole dire che Penati non è la persona giusta perchè non conosce il territorio, perchè non sa bene cosa sia la Lomabardi, ecc. ecc. invito ad andare a vedere la biografia di Penati prima di parlare… Tanto per dire: ha vinto lui alla provincia prima di essere sconfitto e di misura la volta scorsa. o no?

  3. abiraghi says:

    Salve Alberto. Sui primi due temi (metodo e primarie) ci sarà un articolo di chiarimento domani. In effetti sì, si contesta anche (soprattutto) il metodo, perché il candidato è stato scelto senza quel confronto democratico (non necessariamente le primarie) che dovrebbe essere un presupposto della vita di un partito, appunto, Democratico. Penati è stato scelto con lo stesso metodo con cui Berlusconi ha scelto Formigoni. Questo lo dico sapendo di essere in sintonia con tutte le persone che si stanno aggregando attorno a questa iniziativa, buona parte delle quali vicine al Partito Democratico.
    Personalmente invece ho non perplessità, ma certezze, sull’inopportunità di candidare Filippo Penati. Su questo tema però mi sono già espresso, da elettore di Penati e attento osservatore della sua gestione, in infinite sedi e credo sia superfluo tornare sul tema qui e ora, anche perché – appunto – credo che pragmaticamente sia importante concentrarsi sul metodo.

  4. Daniele says:

    Premetto sono milanese, ma non abito più in Lombardia.
    Ritengo Civati una persona molto valida e per me sarebbe anche un’ottima candidatura, ma non so come viene visto dagli elettori, me lo potete dire voi?

  5. [...] il bell’intervento di Finiguerra si ha la sensazione di un refolo di aria fresca, che si possa ragionare e cercare una [...]

  6. [...] Dicembre 2009 · Lascia un Commento di Domenico Finiguerra, Sindaco di Cassinetta di Lugagnano [...]

  7. amalia navoni says:

    concordo in tutto con quanto scritto da Finiguerra. Penati non è l’uomo giusto per cambiare rotta.

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