Archive for the ‘No grazie’ Category

Culi e garage

Thursday, September 2nd, 2010

Milano, 1 set. (Adnkronos) – Filippo Penati: “Boeri ha il profilo giusto per interpretare al meglio il progetto di riscossa civica di cui Milano ha bisogno. La sua profonda conoscenza della citta’, unita alla vasta esperienza di realta’ internazionali ne fanno il miglior interprete di una metropoli europea quale Milano e’, nonostante abbia subito quasi 20 anni di malgoverno di centro destra. Boeri puo’ portare quel cambiamento e quell’innovazione di cui la citta’ ha bisogno”.

Questa frase di Filippo Penati la dice lunga sulla testa di Penati e di chi gli mette in bocca queste obsolete frasi fatte. Chiariamo:

  • Boeri è un professionista pesantemente coinvolto con la giunta di centrodestra.
  • Boeri non ha palesato alcun progetto, a parte tre frasi fatte pubblicate da Repubblica
  • Soprattutto, il Piddì (ovvero il centrosinistra tutto in realtà) non ha alcun progetto di “riscossa”

Fosse una persona seria, Filippo Penati comincerebbe la “riscossa” con una seria autocritica (quella che nessuno nel suo partito di inadeguati parassiti ha mai avuto le palle di fare) per ammettere le pesanti responsabilità del suo partito nelle vittorie della destra. Poi si unirebbe ai colleghi per l’elaborazione di un progetto realistico da proporre ai potenziali elettori di centrosinistra.
Invece Penarti non è una persona seria, ma un pappagallo ignorante che – come dimostrato dai fatti – è disposto a dire tutto e il contrario di tutto, a comando e opportunità di un politico di retroguardia che si agita per tentare di costruirsi una credibilità che gli è del tutto estranea.

Questa candidatura è l’ennesima, pesante dichiarazione di inadeguatezza da parte di una coschetta – il Piddì – allo sbando, che ormai si limita a restare aggrappata coi denti e le unghie alle proprie piccole posizioni di retroguardia (meglio che andare a lavorare, insomma).

Nel frattempo il culo di noi elettori di centrosinistra assomiglia sempre di più all’ingresso di un garage.

L’IdV già si dissocia dalla candidatura Boeri

Thursday, September 2nd, 2010

abitare_talks_03Stefano Zamponi: «Il Pd è sicuro di perdere e accetta questa prospettiva, vuole solo prepararsi al dopo elezioni da una posizione di forza. Con questa candidatura puntano solo a co-gestire il potere, è una scelta consociativa, coerente con la linea di Penati in Regione e con i voti sul Pgt in Consiglio comunale. Boeri è l’architetto dei potenti, un uomo dell’alta borghesia. Io proporrò che l’Idv vada da sola al primo turno, e penso che possiamo raccogliere un 10-12 per cento dei consensi».

Ancora una volta il Piddì ha pisciato fuori dal vaso, presentando un candidato impresentabile, vicino all’amministrazione Moratti, immerso fino al collo nel conflitto d’interesse, anni luce distante dal profilo in grado di aggregare gli elettori di centrosinistra. Si insiste a considerare come target i “delusi dal centrodestra” e si dimenticano eserciti di elettori non più disposti a turarsi il naso per rincorrere le politiche suicide della classe politica milanese, attenta solo al proprio borsellino e al proprio sgabello.

O noi milanesi ci sbarazziamo del penatimirabellismo, oppure moriremo tutti governati dalla destra peggiore.

Ricomincia la farsa

Wednesday, September 1st, 2010

Alla faccia degli elettori e del buon senso il Piddì ha deciso il candidato sindaco per Milano nelle segrete della sua tana del malaffare. Boeri (Stefano, visto che l’economista ben più noto, Tito, se n’è ben guardato dal farsi coinvolgere da questi cialtroni), architetto legato a filo doppio con la Moratti e non solo, esordisce con una panzana, spacciandosi sul Corriere per il candidato della “società civile”, pur essendo il candidato del Piddì.

Tornerà la pagliacciata delle primarie farsa, torneranno le parole vuote dei majorinipenatimirabelli, attenti solo alle loro prospettive di poltrona, tornerà l’ipocrisia scadente che da decenni impone a Milano governi fascio-lego-affaristi.

Ovvero: a questo punto ci resta solo da scoprire se il prossimo sindaco di Milano sarà la Moratti o un leghista. Il Piddì e i suoi mediocri (per essere delicati) dirigenti si confermano come il male assoluto della sinista. Cialtroni senza dignità e senza rispetto.

Cacciatelo

Saturday, August 28th, 2010

(AGI) – Roma, 27 ago. – Filippo Penati, capo della segreteria politica di Bersani, in una nota afferma: “Calderoli e’ nervoso. Fa bene a preoccuparsi, perche’ manderemo a casa lui e la sua legge elettorale. La maggioranza del governo Berlusconi non c’e’ piu’ e la legge porcata, fatta ad hoc per rendere complicata la governabilita’, va cambiata per garantire stabilita’ al Paese e per dare ai cittadini la possibilita’ di scegliere i propri rappresentanti”. (AGI)

L’obsoleta tracotanza con cui questo cialtrone imbratta comunicati la dice lunga sull’incapacità del Piddì di rinnovarsi. Solito messaggio ai maggiorenti: un lancio così equivale a darsi martellate sui coglioni. Da oltre tre lustri il Piddì (in tutte le sue precedenti incarnazioni) lascia campo libero al ducetto piduista, non è proprio il caso di fare gli sbruffoni, soprattutto per bocca di un elemento come Filippo Penati. Questo tizio dopo aver amministrato come peggio non poteva, dopo essersi prodotto in dichiarazioni violente e razziste, dopo aver foraggiato amici e sodali (tipo Franco Maggi) piazzandoli su ricche poltrone per le quali non avevano i titoli, oggi viene inopinatamente riciclato come “capo della segreteria politica”.
Se le politiche di un partito le fa segreteria, vuol dire che ’sto tizio ha voce in capitolo. Ergo, il Piddì farà politiche opportuniste, finalizzate all’arricchimento di gerarchi e sodali, filoleghiste, mirate a “intercettare i voti al centro”.

Date retta, cacciatelo se volete cacciare i Calderoli.

Per sconfiggere Silvio dovremo prima sconfiggere il centrosinistra

Tuesday, July 20th, 2010

vendolaFilippo Penati: “Se Vendola lavora per sparigliare il centrosinistra Bersani e il Pd sono impegnati per costruire l’alternativa e una coalizione in grado di battere Berlusconi e dare all’Italia un governo all’altezza delle sfide importanti che ci aspettano ridando speranza agli italiani”.

Chiarissimo. Questo cialtrone ha già dimenticato la figura da pirla che il padrone (D’Alema) del suo padrone (Bersani) ha fatto in Puglia. Per non parlare delle figure da pirla che ha fatto lui alle provinciali e alle regionali. Per non parlare del tracollo di consenso del Piddì. Come ha commentato giustamente Nichi, per poter sconfiggere il centrodestra bisogna prima sconfiggere questo centrosinistra (aggiungo io: scadente, incolto, retorico, colluso e palazzinaro, di cui Penati è esponente di spicco). E’ un dovere civico farlo. Sarà un piacere sconfiggerlo.

Colluso, partitocratico, baciapile e inciucista

Tuesday, July 13th, 2010

D18_193819a Il Giornale della famiglia Berlusconi: “Così, in silenzio, nel Pd si lavora ad una alternativa in grado di stoppare la corsa di Pisapia. Più il tempo passa, e più il gruppo dirigente milanese del partito di Bersani si rende conto di non avere al proprio interno un candidato con appeal sufficiente. La famosa “società civile” di area liberal sembra avere già fatto la sua scelta, puntando su Pisapia. E così sta prendendo piede la tentazione di puntare su un “papa straniero”, ovvero su un candidato venuto da fuori. L’idea è di portare a Milano un protagonista della politica nazionale, in grado di andare serenamente allo scontro con la Moratti, e di portare a casa una vittoria che il Pd vivrebbe come l’inizio della riscossa. In questo progetto, il nome che ricorre con più insistenza è quello di Enrico Letta: che viene considerato in grado sia di sconfiggere Pisapia alle primarie, sia di giocarsela con Donna Letizia”.

Ci auguriamo che questa sia la consueta cagata de Il Giornale della famiglia Berlusconi. Una candidatura del pretino nipote a Milano è impensabile, perché Enrico Letta rappresenta la faccia più collusa, partitocratica, baciapile e inciucista del Piddì (un partito colluso, partitocratico, baciapile e inciucista).

Sputtanato anche dalla Corte Costituzionale

Thursday, June 24th, 2010

«O dicono sì alle ronde oppure si cambia giunta», diceva Filippo Penati quando i pochi consiglieri di sinistra della sua losca coalizione provinciale si rifiutavano di approvare il suo finanziamento alle ronde. Oggi anche la Corte Costituzionale spiega con chiarezza la qualità (si fa per dire) di quelle iniziative e di chi le ha sostenute.

Bel colpo di Penati: a Milano senza IDV

Wednesday, June 16th, 2010

(ANSA) – MILANO, 15 GIU – Non è piaciuta all’Italia dei Valori in Regione Lombardia la scelta del Pd di appoggiare l’elezione di Enrico Marcora (Udc) a presidente della Giunta delle elezioni, organo che deve valutare eventuali incompatibilità o ineleggibilità dei consiglieri regionali. Per questo, oltre ad accusare il Partito Democratico di “aver deliberatamente pugnalato alle spalle” il candidato Idv, Giulio Cavalli, chiude di fatto ad una possibile alleanza in vista delle elezioni comunali di Milano.

“Il Pd – spiegano in una nota i quattro consiglieri lombardi dell’Italia dei Valori – dimostra che lo spirito di coalizione gli è utile solo in campagna elettorale”. Da qui la chiusura dell’Idv lombardo a giochi di squadra con il Partito Democratico, a partire dall’aula del Pirellone: “Da oggi in poi il Gruppo Italia dei Valori – fanno sapere i consiglieri lombardi – potrà finalmente svolgere il ruolo di vera opposizione, libero da ‘false cortesie’ verso il Partito Democratico” con cui si è presentato in coalizione alle ultime regionali sostenendo il candidato Filippo Penati. Ma i quattro esponenti Idv in Consiglio regionale mettono anche le mani avanti per le elezioni dell’anno prossimo a Milano: “Filippo Penati dimostra tutti i suoi limiti. Dopo la sconfitta alle Provinciali, alle Regionali, si avvia a gestire, a Milano nel 2011, l’ennesima sconfitta questa volta con Casini e l’UdC ma senza l’Italia dei Valori”. (ANSA).

Stolido come un mulo, il Piddì insiste a lasciare spazio a Penati, che a sua volta insiste a demolire le prospettive di una coalizione decente per affrontare le comunali. L’alleanza con l’UDC è stata un disastro su tutta la linea, ance quando non è riuscita. perché aliena i voti delle persone per bene, di chi ancora crede che si possa fare politica senza essere ladri, corrotti e voltagabbana. Evidentemente a Penati questo tipo di elettori danno fastidio.

Da che pulpito

Saturday, June 12th, 2010

“Oggi ci ritroviamo a dover pagare una manovra improvvisata, che costerà agli italiani 25mld per coprire l’incapacità di un esecutivo inadeguato e bugiardo, e che non risolverà nessun problema a partire da quello della ripresa e della creazione di nuovi posti di lavoro”. La cosa bizzarra è che questa riflessione – idealmente condivisibile – viene da uno che quando ha amministrato in provincia di Milano ha sperperato peggio di Ombretta Colli, creando voragini e finanziando gli sfizi di amici e sodali, dal fu-Gavio all’incolto Franco Maggi.

Fino a quando il Piddì non deciderà di sbarazzarsi di simili magliari, ipocriti e voltagabbana, non potrà essere considerato un partito serio. Per favore, qualcuno dei maggiorenti che – lo sappiamo – ci leggono ogni giorno può dire a Bersani che questo tizio va cacciato? Grazie.

Non è credibile

Tuesday, June 8th, 2010

“La cosa importante è che nasca un grande movimento civico, che si faccia una grande operazione a Milano, che vada oltre gli schieramenti dei partiti e che intercetti quella voglia di cambiamento, quella delusione che la Moratti ha prodotto in questi quattro anni di malgoverno” (Virgilio notizie).

Il berlusconismo – arte di dire qualunque stronzata indipendentemente da quanto si è fatto, si è detto un minuto prima e si dirà un minuto dopo – dilaga, evolvendosi in penatismo (di fatto una sindrome analoga, ma di basso profilo, perché alla fine quelli del Piddì restano dei poveracci, anche se hanno le collezioni di orologi rari, le scarpe di D’Alema e la grisaglia alla Franco Maggi). Come più volte ribadito, Penati è uno dei peggiori partitocrati nella storia del centrosinistra del Nord, esperto di manovrine da retrobottega, consulenze ai sodali, stipendi d’oro agli amici di famiglia (tipo l’incolto e intitolato Franco Maggi di cui sopra, promosso illegittimamente a dirigente della comunicazione nell’assoluto disprezzo delle regole).

Ora che penati faccia le pulci alla Moratti è un po’ come il bue che dà del cornuto all’asino. Sia chiaro, Letizia Moratti  non è una gran sindaca, soprattutto si è circondata di personaggi sconvenienti, primo tra tutti Riccardo De Corato,  il nostalgico vero padrone di Milano. Però:

a) Penati è stato un pessimo amministratore (la vicenda Asam – Serravalle, con sperperi e pesanti ombre, in un paese civile sarebbe sufficiente per far sparire dalla politica chiunque, invece qui lo fanno boss della segreteria politica (!) di Bersani. Comunque sia non ha titoli per giudicare chicchessia.

b) Penati ha brigato forse più della Moratti, pro domo propria e di bottega, assegnando consulenze e prebende a personaggi del tutto inqualificati (se non inqualificabili).

c) Penati è un voltagabbana (desolante vicenda degli inceneritori) oltreché un arrogante fascioleghistoide (vedi sue dichiarazioni su espulsioni, Rom, eccetera).

In altre parole: Penati non è credibile qualunque cosa dica, a maggor ragione se parla di cose che non sa, che non gli appartengono, che se avvenissero davvero (ma non avverranno, visti i ranghi del Piddì) si avvierebbero assegnandogli il calcio nel culo che merita.